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Con oltre 3000 metri di altezza, 40 chilometri di diametro, 1337 chilometri quadrati di superficie, l'Etna è il più grande vulcano attivo d'Europa e la più alta cima italiana al di fuori dell'arco alpino.
In realtà, la sua altezza e la sua forma variano a seconda dell'attività vulcanica. Sulla cima ci sono quattro crateri, detti sommatali: il cratere di sud-est, il cratere di nord-est, il cratere Bocca Nuova e il cratere Voragine. Questi ultimi due formano il cratere centrale, che ha un diametro di 500 metri e un perimetro di 1700. Il cratere di Nord est, con 3350 metri circa, è al momento il punto più alto dell'Etna. Le eruzioni che si sono susseguite nel corso dei millenni hanno anche creato una serie di crateri minori. Tra questi la Montagnola, che si trova sul versante meridionale dell'Etna, a 2500 metri, formatasi durante l'eruzione del 1763.
Le eruzioni dell'Etna sono definite effusive, cioè costituite principalmente da colate laviche. In passato, invece, erano stromboliane, cioè esplosive, con grandi emissioni di gas e lapilli. Si pensa che, da quando se ne ha testimonianza, vi siano state almeno 150 eruzioni di una certa rilevanza. Una delle più gravi è stata quella del 1669. In questa occasione la lava ha raggiunto Catania ed è arrivata fino al mare.
Catania è la principale città nei pressi del vulcano. Sulle pendici dell'Etna ci sono altri centri abitati come Zafferana Etnea, Mascalucia, Gravina di Catania, Nicolosi, Linguaglossa, tutti spesso lambiti dalle colate laviche.
Per proteggere l'ambiente naturale del Monte Etna, nel 1987 è stato creato il Parco dell'Etna, la cui sede è a Nicolosi. Si tratta del primo parco istituito nella regione Sicilia. Il parco copre 58.000 ettari di territorio ed è diviso in quattro settori, di cui due edificabili anche per strutture turistiche, uno costituito da piccoli appezzamenti di contadini e uno senza alcuna presenza umana.
La natura vulcanica del monte Etna rende la vegetazione molto particolare e molto varia. Le colate laviche modificano, infatti, la compattezza e la composizione del suolo. A questi fattori si aggiungono l'altitudine e l'esposizione o meno sul versante che guarda il mare. Nelle zone più basse del monte ci sono vigneti, boschi di querce e di castagni, ma un tempo vi erano anche foreste di leccio. Intorno e oltre i 2000 metri ci sono abeti e faggi. Oltre questa quota la vegetazione si fa sempre più bassa e più rada, man mano che si sale. Predomina l'astragalo, o spin santo. Alle quote più alte e più a ridosso del cratere centrale c'è il deserto vulcanico, dove piante e arbusti non riescono a sopravvivere.
Per quel che riguarda la fauna, bisogna dire che si è molto impoverita negli ultimi secoli a causa del disboscamento, del bracconaggio e della caccia. Si possono trovare diverse specie abbastanza particolari, come la volpe, la martora, la donnola, l'istrice, il riccio, il ghiro. Ma un tempo vivevano sull'Etna anche lupi, cinghiali, daini. Molto più ricca è la presenza di uccelli, specialmente di rapaci, come l'aquila reale, lo sparviero, il falco pellegrino, il barbagianni, il gufo. Tra quelli non rapaci spiccano la ghiandaia e il culbianco, che vive sulle distese laviche delle quote più alte.
È possibile effettuare diverse escursioni sul monte Etna. Vi sono infatti numerosi sentieri e strade che, partendo dalle quote più basse, portano fino alle quote superiori. Naturalmente, vista la frequente attività del vulcano, sono necessarie molta prudenza e l'aiuto di guide esperte. Ma sull'Etna si può anche sciare. Qui la stagione è piuttosto breve (generalmente da dicembre a marzo), ma le piste, da cui si possono scorgere le coste della Calabria o le isole Eolie, sono molto suggestive, oltre che ben curate. Molti impianti del versante sud, quello dove si trovano Nicolosi e il rifugio Sapienza, sono stati danneggiati dalle recenti eruzioni. Ma sul versante nord si scia tranquillamente tra i 1810 e i 2000 metri. A Piano Provenzana ci sono diverse piste da discesa, una da fondo e cinque impianti di risalita.
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